Indice dei contenuti:
- Introduzione: Perché il file giusto fa la differenza tra un ricamo perfetto e uno da rifare.
- La regola d’oro: Perché il vettoriale è obbligatorio (e il JPG no).
- I formati file che accettiamo (e quelli da evitare).
- 3 Errori comuni che bloccano la produzione.
- Logo troppo piccolo o dettagli sottili.
- Font non convertiti in tracciati.
- Colori RGB invece di Pantone/CMYK.
- Checklist finale: Cosa inviare prima di chiedere un preventivo.
- Conclusione: Hai dubbi sul tuo file? Te lo controlliamo noi.
- Call to Action: Invia il tuo file per una verifica gratuita.

Quante volte ti è capitato di inviare un logo entusiasta per la personalizzazione di felpe o divise, solo per sentire giorni dopo: ‘Mi dispiace, non possiamo usare questo file’? Il problema spesso sta nel modo in cui si prepara la grafica.
Se devi preparare file grafici per il ricamo, devi sapere che il mondo digitale (schermi) e quello del ricamo industriale (fili fisici) parlano due lingue diverse. Un’immagine nitida sul computer può diventare illeggibile una volta ricamata.
Nel nostro laboratorio di Ivrea vogliamo che il tuo progetto fili liscio. In questa guida pratica ti spiego esattamente quali formati usare, come gestire i font e quali errori evitare per risparmiare tempo e denaro.
Segui questi consigli e il tuo primo preventivo sarà anche il primo approvato.
La regola d’oro: Perché il vettoriale è obbligatorio
Immagina il tuo logo come un disegno fatto con i Lego. Un’immagine “raster” (come una foto o un JPG) è fatta di milioni di piccoli puntini colorati (pixel). Se la ingrandisci, i puntini si vedono e l’immagine sgrana. Per il ricamo, questo è un problema: la macchina ha bisogno di linee nette e matematicamente precise per sapere dove passare l’ago.
Un file vettoriale, invece, non è fatto di pixel ma di formule matematiche (linee, curve, punti). Puoi ingrandirlo all’infinito: rimarrà sempre nitido, perfetto e leggibile dalla macchina da ricamo.
Regola numero 1: Per il ricamo, invia sempre un file vettoriale. Se ci mandi un JPG o un PNG, dovremo ridisegnare il logo da zero (e questo ha un costo extra di digitalizzazione).
Ricorda: il primo passo per preparare file grafici per il ricamo correttamente è proprio abbandonare i pixel e passare al vettoriale.
Per approfondire la differenza tecnica tra raster e vettoriale, puoi consultare la guida di Adobe sui formati file grafici.
Formati file per preparare la grafica: quali accettiamo
Quando ci contatti per un preventivo, controlla l’estensione del tuo file. Ecco la “lista della spesa”:
✅ I formati IDEALI (Vettoriali):
- .AI (Adobe Illustrator): Il formato standard professionale.
- .EPS: Universale, leggibile da quasi tutti i software grafici.
- .PDF (vettoriale): Ottimo, purché non sia stato salvato come “immagine piatta”.
- .SVG: Sempre più comune, va benissimo per il web e il ricamo.
❌ I formati DA EVITARE (Raster):
- .JPG / .JPEG: Mai usarli per il ricamo. Perdono qualità e non hanno sfondo trasparente.
- .PNG: Utili per il web, ma per il ricamo non contengono le informazioni sulle linee di cucitura.
- .BMP / .TIFF: File pesanti che spesso non risolvono il problema della definizione.
- Screenshot o foto dal telefono: Purtroppo, non possiamo ricamare una foto del logo fatta col cellulare.
Nota bene: Se hai solo un JPG del tuo logo, non preoccuparti! Possiamo ricostruirlo noi in vettoriale. Chiedici un preventivo per la “digitalizzazione del logo”: è un costo una tantum, e il file vettoriale sarà tuo per sempre.
3 Errori comuni che bloccano la produzione
Anche con un file vettoriale, ci sono tre trabocchetti in cui molti cadono. Evitali e sarai il cliente preferito di qualsiasi laboratorio.
1. Logo troppo piccolo o dettagli sottili Il ricamo ha dei limiti fisici: l’ago e il filo hanno uno spessore. Non possiamo ricamare scritte lunghe 2 millimetri o linee sottilissime: i fili si sovrapporrebbero creando un “effetto macchia” illeggibile.
- Soluzione: Se il tuo logo ha dettagli minuscoli, chiedici di semplificarlo per il ricamo. Spesso basta togliere qualche linea interna o ingrossare i caratteri per ottenere un risultato pulito ed elegante.
2. Font non convertiti in tracciati Se usi un font particolare nel tuo logo, devi “convertirlo in tracciati” (o “creare contorni”) prima di salvarlo.
- Il problema: Se ci mandi un file con il font “editabile” e noi non lo abbiamo installato, il computer lo sostituirà con uno standard (tipo Arial), rovinando il tuo design.
- Soluzione: Nel tuo software grafico, seleziona il testo e scegli “Crea contorni” (Illustrator) o “Converti in tracciati”. Così il font diventa parte del disegno e non cambierà mai.
3. Colori RGB invece di Pantone o CMYK I colori sullo schermo (RGB) sono luce, mentre i fili del ricamo sono materia. Un “rosso brillante” sullo schermo potrebbe non esistere come filo fisico.
- Soluzione: Se possibile, indicaci i codici Pantone dei colori del tuo brand. Noi abbiamo in magazzino centinaia di rocchetti di filo colorato mappati su scala Pantone. Se non li hai, non fa nulla: sceglieremo noi la tonalità più fedele possibile e ti manderemo una foto approvativa prima di iniziare.
Checklist finale: Cosa inviare prima di chiedere un preventivo
Per velocizzare il lavoro e ricevere il preventivo in 24 ore, segui questa checklist su come preparare i file grafici per il ricamo:
- Il file del logo in formato .AI, .EPS o .PDF (vettoriale).
- Le dimensioni approssimative del ricamo (es. “sul petto, circa 8 cm”).
- Il tipo di capo (es. “felpa cotone”, “cappellino strutturato”, “polo”).
- I colori Pantone (se li conosci, altrimenti va bene una descrizione).
- La quantità di pezzi da personalizzare.
Più sei preciso all’inizio, più veloce sarà la produzione!
Conclusione: Hai dubbi sul tuo file?
So che questi termini tecnici (vettoriale, tracciati, Pantone) possono sembrare complicati se non sei un grafico. Ma non sei solo.
Il nostro lavoro è anche questo: aiutare i clienti di Ivrea e di tutta Italia a trasformare la loro idea in un prodotto finito perfetto. Se hai un file e non sei sicuro che vada bene, mandacelo lo stesso.
Lo analizzeremo gratuitamente e ti diremo subito: “Perfetto, possiamo procedere” oppure “Dobbiamo fare questa piccola modifica”.
Niente sorprese, niente costi nascosti.